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Notizie
E. De Tata

E. De Tata

Appuntamento da non perdere, il prossimo 27 aprile, per tutti gli addetti ai lavori del settore logistico. Si terrà presso il terminal crociere del porto di Bari il “1° Forum nazionale sulla portualità e la logistica - Lo stato di attuazione del piano nazionale strategico”. Al prestigioso evento parteciperà anche il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio nonché i principali rappresentati degli operatori del settore logistico e delle istituzioni. Il 1° Forum nazionale sulla portualità e la logistica è stato organizzato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in coordinamento con Rete Autostrade Mediterranee Spa (RAM), la società controllata dal ministero dell’Economia e delle Finanze.


1° Forum nazionale sulla portualità e la logistica: gli obiettivi dell’evento

L’evento di approfondimento sarà sfruttato dalle istituzioni e dagli operatori di settore per effettuare il “punto della situazione” e per verificare lo stato dell’arte del piano strategico nazionale fortemente voluto dal Consiglio dei Ministri. Nel corso del 1° Forum nazionale sulla portualità e la logistica verranno, in particolare, illustrate le più importanti azioni effettuate per la realizzazione del piano ed i risultati ottenuti.
Grande importanza sarà data ai seguenti argomenti: lo sportello unico dei controlli, gli iter relativi a marebonus e ferrobonus nonché i collegamenti dell’ultimo miglio e fast corridor e pre-clearing.


Il programma del 1° Forum nazionale sulla portualità e la logistica

Sarà proprio il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Delrio ad aprire ufficialmente i lavori del forum dopo i saluti e gli interventi delle autorità locali. In particolare, Delrio parlerà ai microfoni del giornalista Francesco Giorgino illustrando lo stato dei lavori per la realizzazione del piano strategico nazionale nonché gli eventuali risultati raggiunti. Seguirà un interessante intervento di Antonio Cancian, presidente RAM Spa che allargherà lo spettro della discussione all’Europa con una dettagliata relazione sul contesto europeo e sulle reti transeuropee.
In particolare, la giornata del "1° Forum nazionale sulla portualità e la logistica” sarà suddivisa in due sessioni. Nel corso della mattina verranno approfondite le tematiche relative alle misure adottate fino ad ora per accrescere la competitività del “sistema mare”. Francesco Benevolo, direttore operativo RAM Spa, presenterà ai partecipanti un interessante intervento sugli incentivi ferrobonus e marebonus mentre Maurizio Gentile, AD di RFI - Gruppo FS, si occuperà del tema dei collegamenti dell’ultimo miglio. Il direttore Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Giuseppe Peleggi, parlerà di un tema molto caro agli addetti ai lavori ovvero l’introduzione dello sportello unico doganale dei controlli e corridoi doganali, fast corridor e pre-clearing. L’ultimo intervento della mattina sarà di Silvia Velo, sottosegretario di Stato al ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che approfondirà la tematica della normativa per escavi e dragaggi. Infine, Stefano Zunarelli, esperto della struttura tecnica di missione, presenterà un intervento relativo al nuovo regolamento delle concessioni demaniali.
Infine, nel corso della sessione pomeridiana, i partecipanti al Forum potranno prendere parte ad una interessante tavola rotonda sul tema “I provvedimenti assunti e l’impatto sull’economia portuale”. Parteciperanno alla tavola rotonda i principali esponenti del settore della logistica. Citiamo, in particolare, Marco Conforti di Assiterminal, Emanuele Grimaldi di Confitarma, Michele Pappalardo di Federagenti, Paolo Uggè di Conftrasporto, Nereo Marcucci di Confetra, Pasqualino Monti di Assoporti e Pierfrancesco Vago di Clia Europe.

 

Ottime notizie per coloro che, abitualmente, sono costretti a spostarsi in treno sulla tratta Torino-Genova: entro il 2020, infatti, sarà possibile raggiungere entrambe le località in appena un’ora di viaggio.

Torino-Genova in un’ora entro il 2020: la promessa di Fassino e di Gentile

La notizia è stata annunciata con orgoglio dal Sindaco Piero Fassino nel corso l’inaugurazione della fiera di settore Expo Ferroviaria organizzata al Lingotto di Torino. Le parole del Sindaco sono state una chiara esortazione a lavorare per ridurre le distanze: “Dopo Milano, è necessario avvicinare Torino a Genova. Quasi a parità di chilometri, per raggiungere la Liguria occorre un’ora in più. Il futuro è avvicinarle perché vuole dire alimentare il retroporto ligure e tutta la logistica verso nord”.
Anche Maurizio Gentile, amministratore delegato di Rfi, ha accolto con grande serietà la proposta del Sindaco Piero Fassino assicurando che, entro l’anno 2020, tutti i viaggiatori potranno raggiungere i due capoluoghi in meno di un’ora: “È un obiettivo che ci diamo, concretamente raggiungibile grazie alla tecnologia di ultima generazione e al Terzo valico”.
Certo, dovrà essere prima realizzato il nuovo passaggio ferroviario ma, già con questo intervento, i tempi di percorrenza – con i “treni no stop” - potrebbero ridursi da un’ora e 40 ad un’ora e 10.

Riduzione dei tempi di percorrenza Torino-Genova: un’opportunità per tutta la Regione Piemonte

La riduzione dei tempi di percorrenza sulla tratta ferroviaria Torino-Genova avrà anche ampie ed importanti conseguenze positive sullo sviluppo economico del Piemonte. Lo ha molto opportunamente sottolineato anche il Governatore della Regione Piemonte Sergio Chiamparino che ha dichiarato: “Torino è al centro dell’alta velocità e lo sarà ancora di più quando si completerà la rete del Nord-Ovest. Questa può essere una grande piattaforma con grandi opportunità pari a quelle dell’Europa settentrionale”.
Del resto, proprio negli ultimi anni, attraverso la stretta collaborazione tra il Governo e la Regione Piemonte si è riusciti a trasformare l’intera industria e rete ferroviaria attraverso consistenti investimenti e con una programmazione studiata per migliorare ed ottimizzare il servizio offerto agli utenti.
Lo stesso Sindaco di Torino Piero Fassino ha sottolineato l’importanza dell’intervento sulla rete ferroviaria con le seguenti parole: “I trasporti sono un asse fondamentale intorno a cui si costituisce lo sviluppo di un territorio. Per Torino è particolarmente significativo, guardando cosa è avvenuto sull’asse ferroviario Torino-Milano. Sommando il volume produttivo dalle due città otteniamo un risultato paragonabile solo ai distretti più sviluppati al mondo, come Shanghai, Londra e Francoforte”.
Quanto ai costi dell’intervento che verrà attuato e realizzato sulla tratta ferroviaria Torino-Genova, sembra che non siano eccessivamente alti. Si tratta pur sempre di “interventi su linee esistenti”, come ha spiegato Maurizio Gentile, amministratore delegato di Rfi.
Un intervento che è davvero auspicabile perché, come ha sottolineato il Sindaco di Torino Piero Fassino, “Le linee ferroviarie non sono solo infrastrutture, intorno a esse si ampliano reti e progetti che cambiano in meglio il profilo di un territorio".

 

Rilevante novità in “Casa” Pirelli che ha creato la rivoluzionaria rete Supertruck, un vero e proprio network che riunisce circa 30 rivenditori indipendenti specializzati nella fornitura di servizi e di prodotti pensati e destinati ai professionisti del mondo dell’autotrasporto.

Il network Supertruck e gli obiettivi di Pirelli

Per il momento, sono una trentina i rivenditori indipendenti dislocati su tutto il territorio nazionale che si occuperanno di fornire servizi e prodotti ai professionisti dell’autotrasporto. Un network di dealer che verrà continuamente formato ed aggiornato da Pirelli attraverso corsi di formazione e di approfondimento. Nell’ambito degli incontri di formazione “targati” Pirelli, i dealer del network Supetruck avranno modo di approfondire gli aspetti gestionali e tecnici dei prodotti commercializzati.
L’obiettivo che Pirelli intende realizzare con il rivoluzionario network di rivenditori è quello di fornire un continuo e costante supporto agli operatori del settore dell’autotrasporto non solo in Italia ma anche in tutta Europa. In questo modo Pirelli aiuterà coloro che si occupano di trasporti ad abbattere i costi e, nello stesso tempo, conferirà maggiore visibilità al brand stesso.
In particolare, Pirelli intende far sviluppare il network Supertruck sul mercato italiano nei primi mesi del 2016: successivamente, l’obiettivo è quello di ampliare il network in Europa esportando i prodotti Supertruck oltre i confini italiani.

Supertruck: quali sono i prodotti e i servizi destinati ai professionisti dell’autotrasporto

Nei rivenditori specializzati che hanno aderito al network Supertruck sarà possibile reperire ed acquistare l’intera gamma di prodotti marchiati Pirelli Serie 01, i ricostruiti a caldo Novatread e i prodotti con il marchio Formula. Eterogeni e variegati sono anche i prodotti ed i servizi pensati per le flotte che potranno essere acquistati nei dealer Supertruck. Soprattutto quest’ultima categoria di servizi è stata pensata per abbattere i costi di gestione e per coadiuvare e supportare gli operatori del settore dell’autotrasporto.
Il network Supetruck, infatti, non offre solo prodotti ma anche servizi interessanti come il soccorso stradale in tutta Europa (Turchia compresa) pensato per aiutare gli autotrasportatori a rendere il veicolo operativo nel minor tempo possibile in caso di rottura degli pneumatici.
Interessante è anche il servizio Fleet Check offerto dal network Supertruck: Fleet Check è un servizio che organizza e raccoglie in maniera coerente ed efficiente tutte le informazioni rilevate dal Cyberfleet. La citata tecnologia raccoglie le informazioni e i dati relativi agli pneumatici grazie ad un sensore posizionato all’interno della copertura: il sensore registra e misura i dati relativi alla temperatura e alla pressione degli pneumatici. Questi dati vengono trattati ed abbinati alle performance del veicolo. In questo modo la gestione degli pneumatici è più organizzata, efficiente ed i costi totali di esercizio della flotta sono molto più contenuti.
Pirelli sa bene che tutte le informazioni relative alle condizioni degli pneumatici sono indispensabili per monitorare la loro durata ed efficienza. La “salute” degli pneumatici si riflette sull’intera flotta utilizzata dalle aziende di autotrasporto. Ed è proprio di questo che il nuovo network Supetruck si occupa: la “salute” degli pneumatici attraverso una serie di servizi e prodotti dedicati ai professionisti dell’autotrasporto.
Un’idea che – ne siamo sicuri - risulterà vincente.

Dimenticate le lunghe attese per aspettare un autobus perennemente in ritardo: da oggi, grazie alla app Mvmant è possibile spostarsi e muoversi in città in maniera semplice, utilizzando il trasporto pubblico.
Un app rivoluzionaria la cui lungimiranza si evince dallo stesso nome: la parola “Mvmant” è un acronimo inglese composto dalla parola 'movement' (movimento) e dalla parola “ant” ovvero “formica”, un insetto molto organizzato ed intelligente.

Come nasce l’app Mvmant

La app Mvmant nasce dall’intuizione di Blochin Cuius, 40enne siciliano che vive a Stoccarda che ha progettato un’applicazione in grado di muoversi in città con il trasporto pubblico quasi a costo zero.
Un’idea, quella di Cuius, che è stata elaborata e trasformata nella app Mvmant grazie all’aiuto dei team di Edisonweb, una squadra composta da dieci giovani informatici e fisici catanesi che, grazie alla loro idea, hanno partecipato al programma Fiware/Frontiercities finanziato dall'Unione Europea nato per trovare soluzioni “alternative” alle difficoltà connesse ai disservizi del traffico urbano.

Mvmant: come funziona

L’applicazione Mvmant parte da un assunto molto semplice: alcuni pulmini percorrono strade talmente poco frequentate da non avere una vera e propria linea di autobus oppure di tram. L’autista ed i passeggeri del pulmino sono collegati alla app che consente a chi attende il “passaggio” del mezzo, di prenotare, attraverso lo smartphone, il posto sul pulmino oppure di conoscere in anticipo i tempi di arrivo e di pagare il servizio direttamente utilizzando il proprio cellulare.
Mvmant propone dunque ai suoi clienti un mezzo di trasporto a metà strada tra un comune autobus pubblico ed un taxi.
E i costi? Il prezzo di questo interessante ed utile servizio è molto contenuto: possiamo affermare che le tariffe sono molto vicine a quelle praticate per il trasporto urbano su autobus. Grazie ai dati raccolti dal team che ha sviluppato questa interessante app, si è stimato che il servizio potrebbe costare circa 30 centesimi al chilometro se sul veicolo sono presenti solo 2-3 persone.
L’applicazione Mvmant riesce a mantenere i costi entro un certo importo grazie alla pubblicità o “marketing di prossimità”: i passeggeri e gli utilizzatori dell’app potranno visualizzare, durante il viaggio, pubblicità a loro dedicate come quelle dei negozi o dei ristoranti che si trovano lungo la strada che stanno percorrendo.
E non è finita qui perché, effettuando acquisti nei negozi pubblicizzati dall’applicazione, l’utente potrà ricevere uno sconto che, una volta trasformato in credito, potrà essere speso sui pulmini e su tutti i veicoli gestiti da Mvmant.

Mvmant: i primi test sul campo e le prime impressioni

L’applicazione Mvmant verrà testata, a partire dal 18 aprile 2016, sulle strade di Ragusa. Qui verranno infatti utilizzati quattro diverse tipologie di veicoli Mercedes Benz-Vans. E i dati di partenza sono davvero incoraggianti: già Berlino, Dubai e Modena hanno manifestato grande interesse per l’uso dell’app Mvmant sui propri circuiti urbani.
Nella stessa Ragusa, i cittadini si sono mostrati molto interessati a questa nuova e rivoluzionaria soluzione di trasporto: circa l’87% degli intervistati ha manifestato grande entusiasmo per una modalità di trasporto alternativo, meno costosa e con un minor impatto ambientale.

Il Porto di Palermo sta per acquisire nuova linfa vitale: è quanto si auspica il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Simone Vicari. Il Porto di Palermo, nei prossimi mesi, sarà interessato da un vero e proprio rilancio, da una riorganizzazione e rivisitazione del porto turistico stesso.

Negli ultimi mesi, l’Unione per il Mediterraneo si è data particolarmente da fare per approvare quattro nuovi ed importanti progetti. Sono tutte iniziative che mirano a realizzare la cooperazione regionale del Mar Mediterraneo per realizzare la crescita, lo sviluppo sostenibile e l’emancipazione femminile.
Nell’ambito di questi quattro progetti, l’Unione del Mediterraneo ha inteso ribadire il proprio interesse per una più stretta cooperazione marittima tra la Turchia e la Rotta: nell’ambito di tale progetto, verranno inserite nuove rotte per realizzare una vera e propria “Autostrada del Mare”.
La Camera di Commercio turca in Italia patrocinata dal supporto tecnico di Italian College of Railway Engineers (Cifi) è stata uno dei principali promotori dell’iniziativa insieme a ''Titi Shipping'', compagnia marittima di Brindisi che si è avvalsa del patronato del Consolato generale onorario generale di Turchia.
I costi dell’intero progetto delle Autostrade del Mare dovrebbe aggirarsi intorno ai 500 milioni di euro mentre la stima del fatturato si aggira intorno ai 600 milioni di euro per un ciclo di vita di 20 anni.

Autostrada del Mare: un progetto che è già realtà

E’ attiva dal 10 marzo 2016 la 17° Autostrada del mare che attualmente collega il traffico marittimo tra Tieste e la Turchia. Un’autostrada che fa capo alla compagnia Arkas Line, che porterà nello scalo giuliano una nave portacontainer. La più importante compagnia armatrice turca, infatti, ha deciso di fissare tra i propri scali anche il Molo Settimo andando così ad ampliare i propri servizi sulla rotta adriatica che arrivava già a toccare il porto di Venezia.
Del resto, l’intenzione della compagnia armatrice turca di ampliare la rotta era già nell’aria da parecchi mesi. Arkas Line ha infatti dapprima raddoppiato l’unica nave che effettuava la tratta sulla rotta adriatica già nel mese di giugno scorso per poi decidere di aggiungere alla sua flotta una terza unità. La “Natalia A” è entrata infatti a far parte della flotta della Arkas Line dal 10 marzo 2016.

Autostrade del Mare: la rotta della nuova nave “Natalia A”

La nuova nave “Natalia A” partirà da Marport, il primo porto per contenitori privato (situato nei pressi di Instanbul) della Turchia che è stato fondato proprio dalla Arkas Line.
Quello appena varato dalla compagnia armatrice turca non è un nuovo collegamento diretto tra Italia e Turchia ma un servizio di trasporto che raggiungerà gli scali di Trieste, Capodistria, Venezia, Ancona, Marport (Istanbul), Evyap (che è uno scalo turco posizionato sul mar di Marmara), Pireo, Beirut, Lattakia (uno dei più importanti porti della Siria), Mersin (porto situato sulla penisola anatolica), Alessandria d’Egitto e Misurata in Libia. La nuova nave partirà da Misurata in Libia nuovamente alla volta del porto di Trieste.
La “Natalia A” sosterà al Molo Settimo sia per effettuare le operazioni di import sia per effettuare le operazioni di export.

Autostrade del Mare: le prime merci trasportate

Una delle prime operazioni effettuate nell’ambito del progetto delle Autostrade del Mare ha riguardato una cinquantina di container contenenti patate egiziane. Il primo quantitativo di merci erano destinate a Trieste e sono state sbarcate al Molo Settimo. Successivamente sono state trasferite al Terminal Frutta del porto di Trieste: qui sono partite alla volta della Germania.

Dall’Olanda è in arrivo un interessante progetto che cambierà il mondo dei trasporti. Il Governo olandese si sta preparando a predisporre un nuovo assetto normativo che disciplini e consenta la circolazione dei veicoli pesanti senza autista. Il progetto verrà realizzato e si concretizzerà nei prossimi cinque anni e vede coinvolto il costruttore Daf Trucks.

Il progetto “Camion in plotoni”: in cosa consiste

Il progetto dei “Camion in plotoni” si inserisce nell’ambito dell’”Iniziativa Europea dei Camion in Plotoni” ed è già stato avviato dal Ministero delle Infrastrutture e dell’Ambiente dei Paesi Bassi. Si tratta di un progetto molto interessante che comporterà la realizzazione di una “flotta” di camion completamente automatizzati che viaggeranno a stretto contatto tra di loro.
Nella prima fase del programma di realizzazione del progetto “camion in plotoni”,si effettueranno una serie di simulazioni al computer. Tali simulazioni saranno poi seguite da prove su strada che saranno realizzate lungo alcuni itinerari che collegano il porto di Rotterdam con località più interne.

I “camion senza conducente”: i vantaggi

Il progetto “Camion in plotoni” messo a punto dal Ministero delle Infrastrutture e dell’Ambiente dei Paesi Bassi realizzerà una serie di vantaggi molto importanti per gli utenti portuali. Innanzitutto, si parla di maggiore efficienza in termini di consumi di carburante: si tratta di un progetto che mira a rispettare l’ambiente e a realizzare la sostenibilità e l’efficienza dei costi nonché delle infrastrutture. A quanto pare, infatti, i camion “senza conducente” occupano molto meno spazio rispetto ai veicoli tradizionali.
Inoltre, la circolazione ed il trasporto delle merci sarà più sicuro e verranno ridotti gli incidenti stradali.

Il progetto dei “Camion in plotoni” e l’entusiasmo del Governo Olandese

Grande entusiasmo è stato espresso dai maggiori esponenti del Governo dei Paesi Bassi. Melanie Schultz van Haegen, titolare del dicastero delle Infrastrutture e dell’Ambiente olandese ha scritto una lettera al Parlamento manifestando grande entusiasmo per il progetto ed auspicando una sperimentazione dello stesso su larga strada. La Schultz si augura, infatti, che la sperimentazione si allarghi anche sulle strade pubbliche.
Parole di grande entusiasmo e di incoraggiamento sono state pronunciate anche da Bob Dodemont, direttore del progetto della mobilità intelligente presso l'Autorità Portuale di Rotterdam. Dodemont ha evidenziato:
"In Europa abbiamo bisogno gli uni degli altri ed è importante raggiungere accordi soddisfacenti in ordine a chi fa cosa e a come possiamo assicurarci mutuo supporto. Questa iniziativa costituisce una fantastica opportunità ed un primo test per dimostrare la riuscita della cooperazione a livello europeo".

I “camion senza conducente” e la società logistica Transport and Logistics Netherlands

La società logistica Transport and Logistics Netherlands si sta occupando dell’intera progettazione e sperimentazione del rivoluzionario progetto. Secondo alcune indiscrezioni, i primi test potrebbero essere effettuati già nel 2017, ovviamente in ambiente controllato. Nel primo test su strada, invece, un plotone di due camion “senza conducente” attraverserà il porto di Rotterdam e l’autostrada A270.
La realizzazione del progetto dei “Camion in plotoni” potrebbe avere ottime ripercussioni sul sistema logistico e dei trasporti europeo. Quel che interessa maggiormente è, senza dubbio, la riduzione degli incidenti stradali ed una maggiore sicurezza su strada. Staremo a vedere cosa ci riserverà il futuro…

Zalando, la più famosa piattaforma di ecommerce specializzata nel settore della moda, ha aperto il suo primo “magazzino satellite” in Italia. Si tratta di un’importante scelta logistica per la piattaforma tedesca che, fino a qualche mese fa, aveva tutti i propri magazzini situati in Germania.

Zalando, il primo magazzino italiano: la struttura

Precisamente, il primo “magazzino satellite italiano” di Zalando è stato aperto a Stradella, in provincia di Pavia: la struttura è situata all'interno dell'area logistica del business park Akno di Stradella, in via Zaccagnini. Il magazzino satellite è situato in una posizione davvero strategica, a ridosso del casello autostradale e della città di Milano. Si tratta di una struttura logistica davvero molto ampia: stiamo parlando di circa 22.000 metri quadri per una struttura composta da ben tre capienti magazzini.
E’ stato il fornitore di servizi logistici Fiege a mettere l’intera struttura a disposizione di Zalando. Tra Fiege e la piattaforma ecommerce tedesca è stata stipulata una vera e propria partnership. L’ampliamento logistico è stato reso necessario dagli acquisti sempre più in crescita da parte dei clienti italiani: il nuovo magazzino satellite di Zalando risponderà certo più rapidamente a tutte le richieste dei clienti del Belpaese. Il nuovo magazzino aperto a Stradella è già attivo da circa un mese e sta ricevendo la merce da parte dei fornitori. E’ già iniziata – e con ottimi risultati - anche la spedizione dei prodotti targati Zalando ai clienti italiani. Solo verso l’inizio di maggio 2016,invece, verrà implementato il servizio di gestione dei resi.

Il primo magazzino italiano di Zalando: una scelta logistica cruciale

Il “magazzino satellite” di Stradelle avrà una grande rilevanza logistica nel lungo periodo. Grazie al magazzino, Zalando riuscirà a ridurre i tempi di attesa relativi alla consegna in Italia dei suoi prodotti. Più nel dettaglio, si passerà dai 3-5 giorni ai 2-4 giorni. L’obiettivo più ambizioso che potrà esser realizzato tra qualche tempo sarà, inoltre, la spedizione della consegna dei prodotti in giornata. Gli addetti impiegati nel magazzino di Stradella saranno circa 350: i lavoratori lavoreranno sue due turni giornalieri in modo da rafforzare e rendere più veloci ed efficaci le spedizioni dei prodotti di Zalando in Italia. Nel 2016 dovranno essere assunte altri 150 lavoratori, per la maggior parte della zona di Pavia.

L’apertura del primo “magazzino satellite” di Zalando e l’entusiasmo dei “vertici”

Grande entusiasmo è stato espresso dal country manager di Zalando Italia Giuseppe Tamola che ha recentemente dichiarato: "Siamo già leader nel fashion online, sogniamo di diventare leader del fashion italiano, una sfida ambiziosa ma siamo convinti che possiamo vincerla".
Anche Alberto Birolini, business development manager di Fiege Italia ha parlato positivamente del progetto: "In questo centro verranno effettuate tutte le attività logistiche per il mercato italiano. È una location strategica nel nord Italia e rispetto a Milano, vista la vicinanza all'autostrada. Sta procedendo tutto come da programma, non ci sono stati intoppi e abbiamo notevolmente ridotto i tempi di consegna, uno dei primi obiettivi che ci eravamo prefissati con l’apertura del primo hub del gruppo in Italia".

Ottime le notizie per il settore italiano della Logistica: nel 2015, infatti, il settore della logistica ed il settore dei trasporti hanno fatto registrare segnali estremamente positivi. Non accadeva da anni: la logistica ed il trasporto hanno infatti subito anni e anni di “stallo” ma, finalmente nel 2015 si sono affacciati all’orizzonte i primi segnali di una imminente ripresa. Tutto merito della crescita delle esportazioni: una ripresa, questa, favorita ed incentivata dal rafforzamento del dollaro rispetto all’Euro.

La crescita della contract Logistic: i soggetti coinvolti

Sono state le società multinazionali e le imprese di grandi dimensioni (quelle con fatturato superiore ai 50 milioni di euro, per intenderci) i soggetti che hanno maggiormente beneficiato di questa ripresa. Il merito è anche dell’impegno che queste impese hanno profuso nel fornire servizi di trasporto e logistica alle grandi imprese che più necessitano di spedire e stoccare le merci.

I dati e le statistiche della crescita della Logistica conto terzi


Ma veniamo ai numeri e ai dati statistici. La crescita del settore logistico è stata davvero esponenziale: si parla di una crescita di oltre 80 miliardi di Euro del fatturato della Contract Logistic (ovvero della logistica conto terzi). Un dato estremamente positivo che sottolinea il trend positivo che sta attraversando il settore della logistica. Inoltre, sempre citando le stime e le analisi di mercato, nel 2015 sono stati raggiunti ben 81 miliardi di Euro e l’incremento è stato dello 0,9% rispetto al 2014.

La crescita del settore logistico e il “traino” dell’e-commerce

Questa crescita così positiva è maturata in un periodo storico di grande recessione, in cui la crisi economica e lavorativa la fa da padrona. E allora, com’è possibile che il settore della Logistica conto terzi abbia registrato dati così incoraggianti? Ebbene, la crescita della logistica è sicuramente stata incrementata dal sempre maggior ricorso che le aziende hanno effettuato – nel 2015 - dell'outsourcing dei servizi di logistica. L’esternalizzazione dei servizi connessi alla logistica è stata operata dalle aziende per rendere più efficienti i processi produttivi e per creare ricchezza e valore. Tale crescita è stata, poi, incentivata dal sempre più crescente utilizzo del mercato e-commerce: le vendite tramite internet sono sempre più in crescita ed è per questo motivo che le aziende che utilizzano il web come “canale principale” per le loro vendite, sono interessate a migliorare il processo di tracciabilità delle merci, le spedizioni e la consegna dei prodotti.
Tutto questo perché gli acquisti e le vendite su internet hanno bisogno di una gestione della logistica più efficace e più efficiente, di rapidità e di puntualità delle consegne.

La ripresa della Contract Logistic: l’esperienza di KFI

La società KFI ha beneficiato al massimo della ripresa del settore logistico. KFI ha infatti concluso il 2015 con un fatturato di ben 22 milioni di euro. E i motivi sono semplici: la società ha sfruttato al massimo la filosofia dell’outsourcing, interpretando le esigenze di un mercato e adattando la sua offerta alle nuove richieste.
Il Presidente di KFI Carlo Caserini ha precisato: “Le crisi sono cicliche e in quasi 25 anni di attività abbiamo avuto modo di superarne diverse. Quest’ultima crisi, particolarmente lunga, caratterizzata da una forte stagnazione e progressiva riduzione dei consumi, ci ha consentito di avviare una seria di riflessione innescando dei cambiamenti importanti in merito alla nostra ‘Mission’ sul mercato”.
E’ questo il vero segreto della ripresa e della crescita della logistica italiana.

Amazon sta per diventare (anche) corriere di “se stesso”. Può sembrare un paradosso ma è realtà. Una realtà che, a quanto pare, si realizzerà a breve. Stando ad alcune indiscrezioni trapelate sulla carta stampata, Amazon, il colosso mondiale dell’E-Commerce, starebbe mettendo un piedi un vero e proprio servizio di logistica interno. Un servizio di spedizione che potrebbe mandare “in pensione” i gruppi postali più utilizzati da Amazon come FedEx e Ups. Il progetto esiste ed ha un nome anche molto importante: si chiama “Dragon Boat” l’idea progettuale di cui in vertici di Amazon si stanno occupando nell’ultimo periodo. E le ricadute di Dragon Boat avranno un grande impatto sull’intero sistema logistico statunitense.


Dragon Boat: il progetto di Amazon e le ricadute sul mercato dell’E-Commerce

Portando a termine il progetto Dragon Boat, il colosso dell’E-Commerce potrebbe entrare apertamente in competizione con i corrieri che ha fino ad ora utilizzato per portare a termine le spedizione dei suoi prodotti.
Se davvero Amazon riuscisse a perfezionare e a portare a termine il servizio di logistica interno, allora potrebbe controllare tutte le fasi del suo business. Dall’immagazzinamento all’imballaggio fino alla spedizione: ogni step, ogni passaggio, ogni “punto nevralgico” dell’intero processo sarebbe controllato da Amazon.

Il progetto “Dragon Boat” e il report diffuso da Bloomberg

Al momento si tratta, comunque, solo di indiscrezioni fatte trapelare dalla nota agenzia di stampa Bloomberg. Il report diffuso da Bloomberg, comunque, parla chiaro: Amazon vuole perfezionare e realizzare una “rete di consegne globale”. Una rete che copra non soltanto gli Stati Uniti e l’Europa ma anche l’Asia (specialmente la Cina e l’India). Sempre secondo il report diffuso da Bloomberg, Amazon avrebbe intenzione di “subaffittare” spazi su camion, aerei e navi ai commercianti che utilizzano il sito per i loro “affari”: il tutto tramite un servizio gestito da una App. E l’obiettivo di Amazon è chiaro: ottenere il massimo dal trasporto della merce a prezzi vantaggiosi che possono essere praticati ed ottenuti solo gestendo dall’interno tutte le spedizioni.

Amazon verso un servizio logistico “globale”? Tutti gli indizi

Del resto, una novità in Casa Amazon era già nell’aria: ricordiamo, infatti, che recentemente il colosso dell’E-Commerce ha acquisito la licenza di trasporto marittimo per veicolare le merci dagli Stati Uniti alla Cina. Dunque Amazon punta prima al trasporto e alle spedizioni via mare per poi allargarsi ulteriormente con il progetto Dragon Boat.
E non è finita qui perché, come sottolineato qualche mese fa dal Seattle Times, sembrerebbe che Amazon stia per acquistare oppure per affittare venti Boeing 767 che garantiscano la consegna delle merci in sole 24 ore.
In questo modo Amazon punterebbe ad annullare gli eventuali ritardi imputabili ai corrieri partner come Fedex ed Ups. A quanto pare Amazon avrebbe anche già effettuato alcuni test e sarebbe pronta a sottoscrivere un contratto con Boeing.

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