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Giovedì, 04 Agosto 2016 11:20

Approvata la riforma dei porti: ecco tutte le novità

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La riforma dei porti è stata finalmente approvata in via definitiva dal Consiglio dei Ministri. Il decreto legislativo e il Piano Strategico nazionale sono nati con l’obiettivo di accrescere ed incrementare la competitività dei porti italiani. La funzione della riforma dei porti è quella di sostenere il ruolo dell’Italia nell’ambito del trasporto marittimo rendendo il nostro Paese un vero e proprio “porto europeo” impegnato sul fronte mediterraneo.

La riforma dei porti e il commento del Ministro Del Rio



Il Ministro Del Rio ha commentato, con grande entusiasmo, la storica approvazione della riforma dei porti. Del Rio ha sottolineato che: “Le azioni previste dal decreto consentiranno ai porti italiani di diventare un sistema più capace di creare occupazione e sviluppo economico. Azioni nel segno di una forte semplificazione ed efficienza, con gli sportelli unici amministrativo e doganale, e nel segno di una nuova governance con 57 porti di rilievo nazionale coordinati da 15 Autorità di sistema portuale che, sul modello dei maggiori porti europei, verranno guidati da un board snello e da un presidente con ampia facoltà decisionale”.

Quali sono gli obiettivi della riforma dei porti?

La riforma dei porti da poco approvata dal Consiglio dei Ministri si propone di realizzare diversi ed importanti obiettivi. Innanzitutto, come ha sottolineato Del Rio, la nuova Legge si occupa di centralizzare le scelte strategiche e di evitare la competizione tra porti vicini. Come ha sottolineato Del Rio, la riforma dei porti si propone di stimolare “la cooperazione affinché i porti italiani si collochino in un contesto europeo”.
E’ in atto, dunque, una vera e propria riorganizzazione che ha come scopo quello di conferire ai porti italiani un ruolo chiave “come molo a Sud dell’Europa, al centro del Mediterraneo”.
La riforma dei porti, infine, mira ad accrescere la competitività dei porti italiani e, in particolare, dei quattro corridoi ferroviari Ten-t.
Più nel dettaglio, la riforma dei porti mira a realizzare 10 obiettivi ben precisi: “misure per semplificazione e snellimento, competitività e concorrenza, accessibilità, integrazione del sistema logistico, potenziamento delle infrastrutture, innovazione, sostenibilità, certezza delle risorse, coordinamento nazionale, nuova governance.”
Al riguardo, ricordiamo alcuni degli iniziali interventi che le diverse autorità stanno avviando per realizzare i 10 importanti obiettivi indicati dal decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri.
Ricordiamo, ad esempio, che nell’ambito del Pon Infrastrutture e Reti 2014-2020 sono stati stanziati ben 63 milioni di euro per realizzare la Catena Logistica Digitale. Sono stati altresì siglati i Protocolli di Intesa con tutte le Regioni del Sud beneficiarie del Pon e si sta avviando la selezione concertata degli interventi prioritari.

La semplificazione burocratica al centro della riforma dei porti

Uno degli obiettivi più interessanti perseguiti dalla riforma dei porti è, senza dubbio, la semplificazione burocratica che è stata fortemente voluta dal Consiglio dei Ministri. Il decreto legislativo, infatti, prevede la creazione di due sportelli (lo Sportello Unico Doganale per il Controllo sulla merce e lo Sportello Unico Amministrativo) che ridurranno i tempi di attesa dei circa 113 procedimenti amministrativi che attualmente sono svolti da 23 soggetti.

Letto 898 volte Ultima modifica il Venerdì, 16 Giugno 2017 15:52
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